PADOVA, CITTA’ D’ACQUE CHE GUARDA AL MARE

Ad integrazione di alcune valutazioni lette nella stampa padovana nei giorni scorsi, rileviamo come si equivochi spesso sul vocabolo “idrovia”, come avviene da molto tempo anche da parte della politica di sinistra; lo si usa con vaghezza, scambiandolo e veicolandone il significato funzionale con un “canale scaricatore”. Per la lingua italiana le due cose non sono la stessa cosa. Il primo è un canale navigabile, il secondo un fosso più grande del normale, non navigabile. Ecco perchè Noi Moderati non condivide l’uso improprio e soprattutto le conseguenze funzionali dei due termini. Per Noi vale solo il termine “idrovia” e non intendiamo il vecchio tratto di terza classe che avrebbe dovuto congiungere Padova al porto veneziano, lì fermandosi, ma un canale di quinta classe che colleghi la nostra città all’Adriatico. Una Padova vista mare, insomma! Il progetto preliminare, consegnato all’Associazione Regionale e all’ ingegnere idraulico Bottacin il 30 marzo 2016, prevedeva questo tipo di canale, confacente alla navigazione di battelli fluvio marittimi, capaci di muoversi lungo costa, che la segreteria Sambugaro ha frainteso .

I veneziani fecero cabotaggio per secoli, collegavano tra loro tutti i porti del Mediterraneo Orientale. Il contributo di Noi Moderati al polo di centro-destra che sostiene il candidato alle prossime regionali, vorrebbe essere questo: lo sviluppo del cluster marittimo, con tutte le imprese coinvolte (cantieri, fonderie, trasporti, logistica, banche, assicurazioni, noli). E’ un progetto a lunga scadenza, che non si concluderà nell’arco di una legislatura regionale, poichè intende valorizzare il mare e tutte le regioni costiere con piccoli porti, quelli nei quali non possono entrare le navi che pescano oltre i 3,4 mt. La nostra visione non si limita alla Padova-Mare, ma ne sono coinvolte anche altre due vie d’acqua interne che scorrono in Veneto e sfociano in Adriatico: quella da Mantova di quinta classe, quasi ultimata, e quel vecchio progetto sul Po che è nei cassetti dell’AIPO da tempo remoto, nel caso in cui Roma intendesse riattualizzarlo per favorire anche altri scali interni in Lombardia e in Emilia. dott.ssa Caterina Sambugaro per il gruppo Noi Moderati Padova dott. Carlo Crotti 
 (La piantina che alleghiamo, va intesa come l’insieme di piccoli scali lungo le coste balcaniche, greche , del Mar Nero , turche e del MO, fino a Haifa.)  

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